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Cibo e peso

Dimagrire migliora l’erezione? Lo studio di Napoli su dieta mediterranea e movimento

Nel 2004 uno studio di Napoli ha mostrato che perdere peso e muoversi di più può migliorare l’erezione negli uomini con obesità. Cosa ha trovato e cosa è venuto dopo.

di Massimo 6 min di lettura

Se hai qualche chilo in più e l’erezione non è più quella di prima, la domanda viene spontanea: se dimagrisco, migliora? Una risposta importante arriva dall’Italia, da uno studio del Centro per la cura dell’obesità della Seconda Università di Napoli pubblicato nel 2004 su JAMA, la rivista dell’Associazione medica americana1.

È uno studio randomizzato, cioè con i partecipanti assegnati a caso ai gruppi: il disegno che permette di capire meglio se un cambiamento produce davvero un effetto. Perché la pancia pesi sull’erezione è spiegato in La pancia conta; qui si guarda a cosa succede quando la si affronta.

Lo studio di Napoli: chi, come, per quanto

I ricercatori hanno coinvolto 110 uomini tra i 35 e i 55 anni con obesità, cioè con un indice di massa corporea di 30 o più, e con disfunzione erettile1. Per misurarla hanno usato l’IIEF, un questionario internazionale che dà un punteggio alla funzione erettile: 21 o meno indicava il disturbo1. Nessuno aveva diabete, pressione alta o colesterolo alto1. Lo studio si è svolto tra ottobre 2000 e ottobre 2003 in un ospedale universitario1.

I partecipanti sono stati divisi a caso in due gruppi da 551:

  • il gruppo intervento ha ricevuto consigli dettagliati per perdere almeno il 10% del peso, mangiando meno calorie e aumentando l’attività fisica1, con un programma personalizzato e incontri regolari con un nutrizionista e un preparatore atletico2;
  • il gruppo di controllo ha ricevuto informazioni generali su un’alimentazione sana e sull’esercizio fisico1.

Gli stessi autori, riassumendo il lavoro, parlano di abitudini sane che comprendevano una dieta in stile mediterraneo associata a esercizio regolare3.

I risultati, numeri alla mano

Dopo due anni le differenze erano nette1:

  • l’indice di massa corporea è sceso in media da 36,9 a 31,2 nel gruppo intervento, contro un calo da 36,4 a 35,7 nel gruppo di controllo;
  • l’attività fisica è passata da 48 a 195 minuti a settimana, contro un aumento da 51 a 84;
  • il punteggio di funzione erettile è salito da 13,9 a 17, mentre nell’altro gruppo è rimasto quasi fermo, da 13,5 a 13,6.

Diciassette uomini del gruppo intervento hanno raggiunto un punteggio di 22 o più, cioè una funzione erettile nella norma, contro 3 del gruppo di controllo1. La conclusione degli autori: i cambiamenti dello stile di vita si associano a un miglioramento della funzione sessuale in circa un terzo degli uomini con obesità e disfunzione erettile1.

Perché funziona, e i limiti da conoscere

Nel gruppo intervento sono calati anche due indicatori di infiammazione nel sangue, l’interleuchina 6 e la proteina C reattiva1. Nelle analisi statistiche, il calo di peso, l’aumento dell’attività fisica e la riduzione della proteina C reattiva erano legati, ciascuno per conto suo, al miglioramento dell’erezione1.

Il quadro è coerente con quanto descrive una revisione dello stesso gruppo: sedentarietà, alimentazione scorretta e obesità si accompagnano a uno stato infiammatorio che danneggia l’endotelio, il rivestimento interno dei vasi, e riduce l’ossido nitrico, la sostanza chiave per il flusso di sangue ai genitali2.

I limiti vanno detti. I partecipanti erano uomini tra i 35 e i 55 anni, senza diabete, ipertensione o colesterolo alto1: i risultati non si trasferiscono automaticamente a tutti. Anche nel gruppo intervento, poi, la maggior parte degli uomini non è tornata a una funzione nella norma1. E i risultati sono stati misurati dopo due anni: è un percorso lungo, non una cura lampo.

Cosa è venuto dopo

Lo stesso gruppo napoletano ha poi analizzato 65 uomini con disfunzione erettile e sindrome metabolica, cioè con più fattori di rischio insieme, come pancia, pressione e glicemia alte, già inclusi nei propri studi: 35 seguivano una dieta in stile mediterraneo, 30 una dieta di controllo4. Dopo due anni, i primi mangiavano più frutta, verdura, frutta secca, cereali integrali e olio d’oliva, e 13 di loro avevano un punteggio di 22 o più, contro 2 nel gruppo di controllo4.

Negli Stati Uniti, lo studio Look AHEAD ha seguito per un anno uomini più anziani, in sovrappeso e con diabete di tipo 25. Con il programma intensivo hanno perso in media il 9,9% del peso, contro lo 0,6% del gruppo di confronto; la funzione erettile è peggiorata nell’8% di loro, contro il 20%5. Gli autori parlano di un effetto lievemente utile nel mantenere l’erezione5.

Nel 2026 una meta-analisi, cioè un lavoro che mette insieme più studi, ha riunito 16 studi randomizzati con 1.477 partecipanti: dieta, esercizio o entrambi migliorano il punteggio di funzione erettile in media di 2,35 punti rispetto ai gruppi di controllo6. Gli autori lo definiscono un miglioramento modesto ma significativo, con prove di certezza moderata6.

Anche gli studi osservazionali vanno nella stessa direzione. Tra 21.469 professionisti sanitari americani seguiti in media per 10,8 anni, gli uomini sotto i 60 anni che seguivano di più la dieta mediterranea avevano un rischio più basso di sviluppare disfunzione erettile (rischio relativo 0,78) rispetto a chi la seguiva meno7. È un’associazione, non la prova che sia la dieta a proteggere.

Cosa puoi fare da subito

  • Datti un obiettivo realistico. Nello studio di Napoli il traguardo era perdere almeno il 10% del peso1: per chi pesa 100 chili, 10 chili.
  • Aumenta il movimento a poco a poco. Il gruppo che è migliorato è passato da 48 a 195 minuti di attività a settimana1. Come arrivarci è spiegato in Sedentarietà: quanto movimento serve davvero.
  • Scegli lo schema mediterraneo. Cereali integrali, frutta, verdura, legumi, noci e olio d’oliva sono gli ingredienti della dieta usata dai ricercatori napoletani4.
  • Fatti seguire. Nello studio il programma era personalizzato, con nutrizionista e preparatore atletico2: chiedi al tuo medico come costruire un percorso simile.
  • Ragiona in mesi e anni. I risultati di Napoli sono stati misurati dopo due anni1, quelli di Look AHEAD dopo uno5.
  • Guarda anche glicemia, pressione e colesterolo. Perché contano è spiegato in Glicemia alta e diabete.

Fonti

  1. Esposito K, Giugliano F, Di Palo C, et al. Effect of lifestyle changes on erectile dysfunction in obese men: a randomized controlled trial. JAMA. 2004;291(24):2978-2984. PubMed
  2. Maiorino MI, Bellastella G, Esposito K. Lifestyle modifications and erectile dysfunction: what can be expected? Asian J Androl. 2015;17(1):5-10. PubMed
  3. Giugliano D, Giugliano F, Esposito K. Sexual dysfunction and the Mediterranean diet. Public Health Nutr. 2006;9(8A):1118-1120. PubMed
  4. Esposito K, Ciotola M, Giugliano F, et al. Mediterranean diet improves erectile function in subjects with the metabolic syndrome. Int J Impot Res. 2006;18(4):405-410. PubMed
  5. Wing RR, Rosen RC, Fava JL, et al. Effects of weight loss intervention on erectile function in older men with type 2 diabetes in the Look AHEAD trial. J Sex Med. 2010;7(1 Pt 1):156-165. PubMed
  6. Li T, He X, Huang W, et al. Efficacy of lifestyle interventions in treating erectile dysfunction: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. J Sex Med. 2026;23(6):qdag137. PubMed
  7. Bauer SR, Breyer BN, Stampfer MJ, et al. Association of Diet With Erectile Dysfunction Among Men in the Health Professionals Follow-up Study. JAMA Netw Open. 2020;3(11):e2021701. PubMed

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