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Le basi

Quando andare dal medico: urologo o andrologo, cosa ti chiederà, quali esami

A chi rivolgersi per un problema di erezione, quali domande aspettarti alla visita e quali esami servono davvero secondo le linee guida europee e britanniche.

di Massimo 6 min di lettura

Parlare di erezione con un medico può mettere in imbarazzo, e così molti rimandano. In un’ampia indagine internazionale, la maggior parte degli uomini con disfunzione erettile non aveva cercato una cura1.

Le linee guida britanniche sulla disfunzione erettile lo dicono senza giri di parole: non ci sono più scuse per evitare di parlare di sesso per imbarazzo2. Il messaggio è rivolto ai medici, ma vale anche per te. Ecco cosa aspettarti, passo per passo.

Quando è il momento di andare

Una serata storta non è una diagnosi: le linee guida europee parlano di disfunzione erettile quando la difficoltà è persistente3. Se ti è successo una volta, leggi È successo una volta. Vale invece la pena farsi vedere quando le difficoltà si ripetono, ti preoccupano o pesano sulla relazione.

C’è anche una ragione di salute generale. La disfunzione erettile è un sintomo, non una malattia, e a volte dietro c’è una condizione da riconoscere3. Per le linee guida britanniche il legame con le malattie cardiovascolari è ormai schiacciante, tanto che chi si presenta per la prima volta va valutato a fondo per i fattori di rischio cardiovascolari ed endocrini, cioè legati agli ormoni2. Il perché lo trovi in Erezione e cuore.

Il primo passo può essere il medico di famiglia. Conosce la tua storia e i farmaci che prendi, e può valutare con te quali esami fare e se serve uno specialista. Le linee guida britanniche chiedono proprio ai medici di base di domandare dell’erezione ai pazienti con malattie cardiovascolari croniche2.

Tra gli specialisti, l’andrologo è il medico che si occupa della salute sessuale e riproduttiva maschile. L’urologo cura l’apparato urinario e quello genitale maschile, e si occupa anche di disfunzione erettile. L’endocrinologo è lo specialista degli ormoni, e può essere coinvolto se il problema sembra ormonale.

Qualunque sia la porta d’ingresso, conta il dialogo: per le linee guida europee è essenziale in tutto il percorso3. In alcuni casi possono servire approfondimenti endocrinologici o una valutazione psicologica specialistica3.

Cosa ti chiederà

La visita comincia sempre con le domande: è il primo passo di ogni valutazione e, quando possibile, coinvolge anche la persona con cui hai una relazione3. Aspettati domande su:

  • da quanto tempo c’è il problema e come è cominciato;
  • malattie, farmaci e abitudini come fumo e alcol;
  • com’è l’erezione, per rigidità e durata, sia nei rapporti sia al mattino;
  • desiderio, eccitazione, eiaculazione e orgasmo;
  • calo di desiderio ed energia o stanchezza, che possono far pensare a un testosterone basso;
  • stress, momenti difficili, umore e andamento della relazione.

Tutti questi punti fanno parte della valutazione raccomandata dalle linee guida europee3. Sulle erezioni del risveglio, e su cosa possono indicare, trovi un approfondimento in Erezioni mattutine.

Spesso ti verrà chiesto di compilare un questionario validato, come l’IIEF (Indice internazionale della funzione erettile) o la sua versione breve3. Quella da cinque domande dà un punteggio da 5 a 25: da 22 in su l’erezione è considerata nella norma, mentre i punteggi più bassi indicano una disfunzione via via più marcata, fino alla forma grave, tra 5 e 74.

Visita ed esami

Poi c’è la visita vera e propria: un esame mirato dei genitali e una valutazione generale, con pressione e battito del cuore, e il calcolo dell’indice di massa corporea (il peso in rapporto all’altezza) o la misura del girovita3,5. La visita può anche far emergere problemi inattesi, come una curvatura del pene o segni di un testosterone basso3.

Gli esami del sangue di base sono pochi3:

  • glicemia a digiuno oppure emoglobina glicata (un altro modo di misurare la glicemia), per cercare un diabete;
  • profilo dei grassi nel sangue, cioè colesterolo e trigliceridi;
  • testosterone totale, con un prelievo al mattino presto e a digiuno.

Glicemia e grassi, per le linee guida europee, vanno controllati se non sono stati misurati nell’ultimo anno; quelle britanniche considerano questi tre esami obbligatori per chiunque si presenti per la prima volta2,3. In alcuni casi il medico può aggiungerne altri, come il PSA, legato alla prostata, o ormoni come prolattina e LH3,5.

E se tutto risulta normale? Nella maggior parte degli uomini visita ed esami non svelano la causa esatta, ma restano un’occasione da non perdere per scoprire altri problemi di salute3,5.

Esami più complessi, come l’ecografia con doppler del pene, che studia il flusso di sangue, o la registrazione delle erezioni notturne, non servono a tutti: la maggior parte degli uomini si può inquadrare con la storia clinica e sessuale3.

Le linee guida li riservano a casi particolari, per esempio un problema presente da sempre, un trauma al bacino in un uomo giovane o una deformità del pene, oppure quando a chiederli sei tu o la persona con cui stai3.

Cosa puoi fare per arrivare preparato

  • Annota da quando è iniziato il problema, se è arrivato all’improvviso o a poco a poco e in quali situazioni si presenta.
  • Porta l’elenco dei farmaci che prendi. Se sospetti che uno di questi c’entri, non sospenderlo da solo: parlane con il medico che te lo ha prescritto. Trovi di più in Farmaci che possono ridurre l’erezione.
  • Se hai esami del sangue recenti, portali: per glicemia e grassi nel sangue, quelli dell’ultimo anno possono bastare3.
  • Se te la senti, coinvolgi la persona con cui stai: le linee guida chiedono che le scelte di cura siano capite e condivise anche nella coppia3,6.
  • Fai tutte le domande che vuoi: esistono trattamenti efficaci, che il medico può valutare con te, e le linee guida chiedono di informarti su tutte le opzioni adatte al tuo caso3,6.

Fonti

  1. Shabsigh R, Perelman MA, Laumann EO, et al. Drivers and barriers to seeking treatment for erectile dysfunction: a comparison of six countries. BJU Int. 2004;94(7):1055-1065. PubMed
  2. Hackett G, Kirby M, Wylie K, et al. British Society for Sexual Medicine Guidelines on the Management of Erectile Dysfunction in Men-2017. J Sex Med. 2018;15(4):430-457. PubMed
  3. European Association of Urology. Management of Erectile Dysfunction. EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health, edizione 2026. uroweb.org
  4. Rosen RC, Cappelleri JC, Smith MD, et al. Development and evaluation of an abridged, 5-item version of the International Index of Erectile Function (IIEF-5) as a diagnostic tool for erectile dysfunction. Int J Impot Res. 1999;11(6):319-326. PubMed
  5. Ghanem HM, Salonia A, Martin-Morales A. SOP: physical examination and laboratory testing for men with erectile dysfunction. J Sex Med. 2013;10(1):108-110. PubMed
  6. Burnett AL, Nehra A, Breau RH, et al. Erectile Dysfunction: AUA Guideline. J Urol. 2018;200(3):633-641. PubMed

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