Un bicchiere a cena e mezza bottiglia ogni sera non sono la stessa cosa. Per l’Istituto Superiore di Sanità un uomo adulto non dovrebbe mai superare le 2 unità alcoliche al giorno, una sola dopo i 65 anni. Un’unità corrisponde a 12 grammi di alcol, cioè circa un bicchiere di vino da 125 ml, una lattina di birra o un bicchierino di superalcolico8.
Non sono dosi consigliate, ma limiti da non oltrepassare: chi li supera abitualmente è considerato un consumatore a rischio8. E non è un caso raro: nel 2020 il 14,2% degli uomini sopra gli 11 anni dichiarava di superarli abitualmente8.
Qui si parla di chi va oltre ogni giorno o quasi, per mesi o anni. L’effetto di una singola serata è un’altra storia, raccontata nell’articolo su alcol ed erezione. Qui contano i danni che si accumulano e che restano anche quando sei perfettamente sobrio.
Il fegato: il primo a pagare il conto
La malattia del fegato legata all’alcol è la forma più diffusa di malattia cronica del fegato nel mondo1. Secondo una revisione internazionale, la maggior parte di chi beve più di 40 grammi di alcol al giorno, cioè poco più di tre unità, sviluppa un fegato grasso (steatosi)1,8.
Solo una parte arriva alle forme più gravi: l’infiammazione cronica, la fibrosi e infine la cirrosi, cioè un fegato indurito e pieno di cicatrici1. Chi ci arriva, però, lo paga anche a letto. In una meta-analisi di 14 studi su 770 uomini con cirrosi epatica, il 79% aveva una disfunzione erettile, più spesso nelle forme avanzate; anche diabete e pressione alta aumentavano il rischio2.
Il fegato malato altera anche gli ormoni. Il testosterone è basso in fino al 90% degli uomini con cirrosi e scende man mano che la malattia avanza3. Alcuni segni tipici della cirrosi avanzata, come il calo del desiderio e l’aumento del seno (ginecomastia), somigliano proprio a quelli del testosterone basso3.
Gli ormoni: il testosterone sotto pressione
Non serve arrivare alla cirrosi perché gli ormoni ne risentano. Una revisione del 2023 sugli effetti dell’alcol sul testosterone conclude che, quando si beve in eccesso e soprattutto in modo cronico, la sua produzione si riduce4.
Tra i meccanismi indicati ci sono una maggiore attivazione del sistema dello stress, l’infiammazione e lo stress ossidativo, cioè un eccesso di molecole che danneggiano le cellule4. Il testosterone, però, non spiega tutto: quanto conti davvero per l’erezione è spiegato nell’articolo sul testosterone basso.
I nervi: il danno più silenzioso
L’alcol può danneggiare anche i nervi. Tra questi ci sono quelli del sistema nervoso autonomo, la parte che regola in automatico funzioni come la pressione, la digestione e l’erezione.
Una revisione sistematica di 55 studi stima che tra il 16% e il 73% dei forti bevitori cronici mostri segni di danno a questi nervi: una forbice ampia, perché gli studi erano molto diversi tra loro6. Il sintomo più frequente è proprio la disfunzione erettile, e il fattore che pesa di più è la quantità totale di alcol bevuta nel corso della vita6.
Poi ci sono i nervi periferici, quelli che portano sensibilità e movimento a braccia e gambe. In una meta-analisi, quasi la metà dei bevitori cronici pesanti, il 46,3%, aveva una neuropatia periferica (un danno ai nervi) confermata dall’esame che misura la conduzione nervosa5. È un danno progressivo, che colpisce soprattutto la sensibilità e parte dalle estremità del corpo; anche qui conta soprattutto la dose totale di alcol accumulata negli anni5.
Cosa resta e cosa migliora se smetti
La buona notizia è che non tutto è scritto. In uno studio su 20 uomini con una lunga storia di alcolismo, sobri da 2 a 36 mesi e senza gravi malattie del fegato, la funzione sessuale, le erezioni notturne e il testosterone erano uguali a quelli di 20 uomini senza problemi di alcol7.
Per gli autori, anche un abuso lungo e grave è compatibile con una sessualità normale da sobri, purché fegato e testicoli non siano seriamente danneggiati7. È proprio questo il punto: la differenza la fanno i danni agli organi, non solo gli anni passati a bere.
Anche i nervi autonomi rispondono: l’astinenza, l’unica strategia studiata finora, sembra portare a miglioramenti significativi negli esami6. Per il fegato, smettere di bere è la cura migliore in tutte le fasi della malattia1. E siccome per i nervi conta la quantità totale bevuta nella vita5,6, prima ti fermi, meno danni accumuli. Per la neuropatia periferica, del resto, le prove su come curarla sono ancora scarse5: un motivo in più per non arrivarci.
Cosa puoi fare da oggi
- Fai un conto onesto. Quante unità bevi in una giornata normale? Se sono più di 2, sei oltre il limite indicato dall’ISS8; i dettagli sono in quanto alcol è troppo.
- Fai controllare il fegato. Il medico può valutarne lo stato con esami del sangue ed ecografia1.
- Se hai anche calo del desiderio, parlane. Chiedi al medico se è il caso di controllare il testosterone.
- Riduci con un piano, non solo con la buona volontà. Se bevi molto da tempo, chiedi al medico di famiglia come ridurre in sicurezza; i servizi per le dipendenze della tua ASL (SerD) si occupano anche di alcol.
- Datti tempo. Nello studio sugli ex bevitori con una sessualità normale, gli uomini erano sobri da almeno 2 mesi, e alcuni da anni7.
Fonti
- Seitz HK, Bataller R, Cortez-Pinto H, et al. Alcoholic liver disease. Nat Rev Dis Primers. 2018;4(1):16. PubMed
- Yoo HJ, Lee B, Jung EA, et al. Prevalence and risk factors of erectile dysfunction in patients with liver cirrhosis: a systematic review and meta-analysis. Hepatol Int. 2023;17(2):452-462. PubMed
- Sinclair M, Grossmann M, Gow PJ, et al. Testosterone in men with advanced liver disease: abnormalities and implications. J Gastroenterol Hepatol. 2015;30(2):244-251. PubMed
- Smith SJ, Lopresti AL, Fairchild TJ. The effects of alcohol on testosterone synthesis in men: a review. Expert Rev Endocrinol Metab. 2023;18(2):155-166. PubMed
- Julian T, Glascow N, Syeed R, et al. Alcohol-related peripheral neuropathy: a systematic review and meta-analysis. J Neurol. 2019;266(12):2907-2919. PubMed
- Julian TH, Syeed R, Glascow N, et al. Alcohol-induced autonomic dysfunction: a systematic review. Clin Auton Res. 2020;30(1):29-41. PubMed
- Schiavi RC, Stimmel BB, Mandeli J, et al. Chronic alcoholism and male sexual function. Am J Psychiatry. 1995;152(7):1045-1051. PubMed
- Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro. Alcol: aspetti epidemiologici in Italia. epicentro.iss.it
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