Una sera qualcosa non va come previsto. Succede a tutti, e di solito finisce lì. A volte, però, la volta dopo ci pensi già prima di cominciare: e se succede di nuovo? È così che una serata storta può trasformarsi in un’abitudine.
Questo meccanismo ha un nome: ansia da prestazione sessuale. Secondo le indagini sulla popolazione raccolte in una revisione, riguarda tra il 9 e il 25% degli uomini e contribuisce sia all’eiaculazione precoce sia alla disfunzione erettile di origine psicologica1. Non esiste una diagnosi ufficiale, e anche per questo la ricerca sulle cure è rimasta indietro1.
Come nasce il circolo vizioso
Il punto di partenza può essere un episodio isolato: stanchezza, qualche bicchiere di troppo, una giornata pesante. Se ti è appena successo, leggi cosa fare dopo una serata storta. Da lì il circolo può avvitarsi in quattro passaggi.
- La paura di fallire. La risposta sessuale funziona come un equilibrio tra un acceleratore e un freno, e una delle componenti del freno è legata proprio al timore di non essere all’altezza2.
- L’attenzione si sposta. Invece di sentire le sensazioni, ti osservi: funziona? sta calando? Gli studi chiamano questi pensieri “non erotici”: più sono frequenti e carichi d’ansia, peggiore è la funzione sessuale3.
- Il corpo segue la testa. Quando il freno prevale sull’acceleratore, l’erezione fatica a partire o cala2. Il meccanismo nervoso è spiegato in stress ed erezione.
- L’evitamento. Dopo qualche delusione si comincia a evitare l’intimità. I modelli teorici indicano l’evitamento come uno dei fattori che mantengono il problema; in uno studio su 158 uomini con difficoltà sessuali, evitare il sesso andava insieme a una funzione e a un benessere sessuale peggiori, ed era più frequente in chi aveva idee negative su di sé nel sesso4.
Ogni insuccesso sembra confermare la paura, e la paura rende più probabile l’insuccesso successivo. Non è solo una sensazione: in una ricerca su 352 uomini, un modello basato su convinzioni sbagliate sul sesso, pensieri automatici negativi ed emozioni spiegava, dal punto di vista statistico, il 55% delle differenze nella funzione erettile5. Secondo l’autore, questi fattori contano sia nel far nascere il problema sia nel mantenerlo5.
Perché “non pensarci” non funziona
Il consiglio più comune è anche il meno utile. In uno studio su 165 studenti universitari, tra le strategie usate per gestire i pensieri fastidiosi durante il sesso, cercare di scacciarli era la meno efficace3.
Per questo i percorsi psicologici non chiedono di “spegnere” i pensieri, ma di cambiare il modo in cui li tratti e di riportare l’attenzione su ciò che senti. La terapia cognitivo-comportamentale, che lavora su pensieri e comportamenti, e la mindfulness, un allenamento dell’attenzione basato sulla meditazione, hanno dimostrato di funzionare per l’ansia da prestazione non sessuale e per l’ansia sociale, e sono raccomandate anche per quella sessuale1. Mancano però studi controllati specifici1.
Come si spezza il circolo
La Società europea di medicina sessuale indica gli ingredienti di un percorso psicologico per la disfunzione erettile: tecniche per ridurre l’ansia, mettere in discussione le convinzioni che bloccano, aumentare la stimolazione, interrompere l’evitamento e migliorare intimità e comunicazione6. Quando è possibile, raccomanda di coinvolgere anche il partner6.
Funziona? Una revisione Cochrane, che ha riunito 11 studi con 398 uomini in tutto, ha trovato che la psicoterapia di gruppo riduceva il numero di uomini con un problema persistente rispetto a chi era in lista d’attesa, con un beneficio ancora presente dopo sei mesi7. Molti di quegli studi, però, erano piccoli e datati7.
Il lavoro psicologico non è un’alternativa alle cure mediche. Gli esperti europei preferiscono un trattamento che unisca le due strade, e segnalano che la parte psicologica può migliorare l’effetto delle cure, la costanza nel seguirle e la qualità della relazione sessuale6. Per la disfunzione erettile esistono trattamenti efficaci, che il medico può valutare con te.
Crescono anche i percorsi online. Una revisione del 2026 su 21 studi ha trovato che la terapia cognitivo-comportamentale via internet e i programmi educativi migliorano erezione e soddisfazione rispetto ai gruppi di controllo, con una remissione tra il 20 e il 30% e meno ansia da prestazione in diversi studi8. Il punto debole è la costanza: meno del 60% dei partecipanti seguiva il programma fino in fondo8.
Cosa puoi fare da subito
- Togli il traguardo. Per qualche volta, decidi con il partner che la serata non deve “arrivare” da nessuna parte: ridurre l’ansia e aumentare l’intimità sono proprio due obiettivi dei percorsi per l’erezione6.
- Riporta l’attenzione sulle sensazioni. Quando parte il “funziona?”, non lottare contro il pensiero: cercare di scacciarlo è la strategia meno efficace3. Lascialo passare e torna a ciò che senti.
- Non evitare l’intimità. Secondo i modelli teorici, ridurre baci e contatti per paura del “dopo” contribuisce a mantenere il problema4. La vicinanza senza pretese è già un passo avanti.
- Parlane. Spiegare al partner cosa provi toglie peso alla serata; trovi qualche spunto in come parlarne in coppia.
- Chiedi aiuto se il circolo non si spezza. Uno psicologo o un sessuologo lavorano proprio su questi meccanismi, anche a distanza6,8. Se scegli un programma online, portalo a termine: la costanza è il punto debole di questi percorsi8.
Fonti
- Pyke RE. Sexual Performance Anxiety. Sex Med Rev. 2020;8(2):183-190. PubMed
- Bancroft J, Janssen E. The dual control model of male sexual response: a theoretical approach to centrally mediated erectile dysfunction. Neurosci Biobehav Rev. 2000;24(5):571-579. PubMed
- Purdon C, Watson C. Non-erotic thoughts and sexual functioning. Arch Sex Behav. 2011;40(5):891-902. PubMed
- Stephenson KR. Exploring the Role of Sexual Avoidance in Male Sexual Dysfunction. J Sex Res. 2020;57(4):522-533. PubMed
- Nobre PJ. Psychological determinants of erectile dysfunction: testing a cognitive-emotional model. J Sex Med. 2010;7(4 Pt 1):1429-1437. PubMed
- Dewitte M, Bettocchi C, Carvalho J, et al. A Psychosocial Approach to Erectile Dysfunction: Position Statements from the European Society of Sexual Medicine (ESSM). Sex Med. 2021;9(6):100434. PubMed
- Melnik T, Soares BG, Nasselo AG. Psychosocial interventions for erectile dysfunction. Cochrane Database Syst Rev. 2007;2007(3):CD004825. PubMed
- Srisadono A, Adamas M, Pakpahan C, et al. Internet-based cognitive behavioral therapy, web-based counseling, and online/digital psychoeducation for male sexual dysfunction: a systematic review. Sex Med Rev. 2026;14(2):qeag020. PubMed
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